Finito il servizio militare, che ha avuto modo di troncarmi la carriera per un anno e mezzo, per caso un giorno rincontrai lo scrittore Umberto Simonetta, che già aveva scritto per me testi teatrali prima che indossassi la divisa da aviere. Visto che il Cabaret con Cochi e Renato, Paolo Villaggio, Andreasi, Toffolo, Gaber, ecc stava andando di gran moda, mi propose di esordire in cabaret con la complicità di sua moglie, l’attrice Livia Cerini.
Debuttammo al cabaret “Il Refettorio” di Milano con l’opera di Umberto Simonetta “L’uono e la domma”, con l’aggiunta delle canzoni scritte appositamente da Giorgio Gaber. Fu un grande successo, che ci spinse a proseguire al Derby Club di Milano, allora il tempio del cabaret.
Lì nacquero le amicizie con Abatantuono, Boldi, Faletti, Porcaro e proprio con questi, con una commedia “La tappezzeria” di Beppe Viola e Enzo Jannacci, iniziò un ciclo meraviglioso e divertente che durò la bellezza di 13 anni. Ricordo che “La tappezzeria” ebbe un tale successo che dopo 3 anni di repliche al Derby, fummo richiesti dal Teatro Odeon di Milano, e anche lì “sciambola!”
La commedia era la metà dello spettacolo, l’altra metà ci vedeva impegnati singolarmente o in coppia, io con Abatantuono, Boldi con Teocoli, in un tourbillon di personaggi che andavano e venivano. Poi alcuni di noi furono catturati dal cinema, e si affacciarono al Derby nuovi nomi emergenti quali Paolo Rossi, Francesco Salvi, ecc.
Di questi anni conservo un ricordo meraviglioso, in assoluto il più divertente della mia carriera, e tuttora gli amici a cui sono più legato sono gli amici di quel periodo. Mi perdonino quelli che non sono stati citati in questo storyboard, ma se dovessi elencarli tutti ci vorrebbe non un capitolo ma un libro intero.
Infatti a questo sto pensando.